Il ciclo di vita di un dominio .Com, .Net, .Org, .Info, .Biz

ciclo-dominio

Occhio alle scadenze

Dar vita a un dominio e provvedere alla sua regolare registrazione, grazie ad uno dei Registrar accreditati, posto fin dal principio che necessita dello spazio hosting sul web, richiede anche un nome che dia identità e univocità: il primo biglietto da visita indicativo di un sito, blog o altra attività on-line. La scelta del Nome, per l’utente, deve essere figlia di un ragionamento nome-dominiobasato su quelle due variabili ritenute di cardine importanza: il tipo di prodotto e/o servizio offerto e il target che ci si prefigge di raggiungere. Di domini registrati ne esiste un numero spropositato quindi, va da sè, bisogna sempre verificare la previa disponiblità. Il nome di dominio è uno strumento indispensabile per ogni progetto web, ma una volta portato a termine il processo di iscrizione, questi non avrà durata infinita: è bene essere consapevoli che è soggetto a scadenza e, per questo motivo, si rischia di perderlo in maniera permanente. In termini di SEO, qualora il sito cessi di corrispondere al suo indirizzo d’origine perderà, inevitabilmente, il posizionamento sui motori di ricerca. Avrà un peso non indifferente per quanto concerne il ranking di Google.

Che succede se non rinnovo?

In verità il dominio, una volta scaduto, non sarà reso nuovamente disponibile prima di un tempo che, come vedremo, varierà attorno ai 75 giorni. È qui che si comincia a parlare di ciclo del dominio, proprio perché, in questo lasso di tempo, il nome a dominio intraprenderà un percorso segnato da diverse fasi che culmineranno nella sua totale estinzione. Onde evitare di trovarsi in una spiacevole condizione come quella appena descritta, Hosting Linux (per BusiNet S.r.l.), consiglia di rendere automatico il rinnovo del nome di dominio. Quest’ultimo resta disponibile presso l’ICANN per un tempo che concorderà l’utente con il suo provider. I nomi di dominio (.Com, .Net, .Org, .Info, .Biz) non sono sottoposti a restrizioni particolari: prima ci si aggiudica un determinato nome a dominio e prima si acquisterà visibilità ponderata sul web. Un’eccezione va fatta per le estensioni .DE, per le quali viene richiesta la residenza nel Paese dell’amministratore del dominio (admin-C). In realtà molti provider ovviano a questa restrizione fornendo loro stessi un admin-C presente in Germania.

La vita di un dominio: ecco le fasi

Tornando alla questione degli step relativi alla vita di un dominio, facciamo un elenco dettagliato, nel tentativo di preparare chi ancora non ne conosce appieno dinamiche e tempi: d’ora in avanti parleremo di Period (periodi).

Active Period: dal momento che il dominio è ufficialmente registrato, sarà attivo e può essere trasferito da un Registrar ad un altro. Come detto, andrà incontro ad una data di scadenza (visibile sul whois) entro la quale, elemento essenziale, va rinnovato. Esistono alcune estensioni (.COM .NET .UK) che permettono rdomini-genericiinnovi per periodi lunghi fino a un massimo di dieci anni; altre, invece, decadranno dopo appena due anni (.AU). Diverso, ancora, il caso dell’estensione .IT: entra in gioco il NIC (Network Information Center) che da la possibilità di prorogare un dominio per un ciclo di dodici mesi: a questo punto, nel caso in cui è il Registrar stesso a proporre un tempo più esteso di questo, si incaricherà personalmente di gestirne la dovuta reiterazione.

Indipendentemente dal periodo di registrazione, se alla scadenza (Expired Period) non sarà effettuato il rinnovo, il nome di dominio verrà chiaramente estinto.

Da questo momento ha inizio il processo che porterà al salvataggio, o alla cancellazione definitiva: nel punto immediatamente successivo alla scadenza, che prenderà la denominazione di On Hold (anche “Grace Period“), il Registrar ha la facoltà di avviare la procedura che tramonta con l’eliminazione del dominio e di tutti quei servizi che lo coadiuvavano: e-mail, FTP, ed SMTP tra gli altri. L’utente, in parole povere, non potrà utilizzare gli strumenti di cui disponeva prima, laddove essi saranno inattivi fino a quando non si provvede al ripristino del nome a dominio precedentemente scaduto. Si troverà, insomma, in uno stato di congelamento. Ancora una volta i tempi varieranno in base al tipo di estensione e ai consensi del Registrar. In ogni caso, la durata media è racchiusa in 12 giorni per i domini .IT, 30 giorni per gli inglesi .UK e dai 25 ai 45 giorni per quelli .COM. C’è ancora del tempo per il proprietario.

Il tempo scema e comincia a sfiorare i limiti imposti dai regolamenti: nel Redemption Grace Period (periodo di ripristino), il vecchio detentore ha l’ultima chance per recuperare il suo Nome, ormai sulla strada per la chiusura irrevocabile. grace-period

Qui le informazioni del whois non saranno ulteriormente usufruibili. Tornare indietro implicherebbe una spesa, che differisce dal provider di riferimento, ma che comunque si aggira sulle 100 €. La trama legale prevede che il Registrar, se non riceve alcun riscontro dal possessore del dominio, lo rilasci al Registry una volta rilevato. Stiamo parlando di operazioni che, in genere, vengono condotte in tempi molto brevi.

Il dominio diviene, così, irraggiungibile e completerà il percorso con l’ultima fase. Tempistiche flessibili, più o meno 30 giorni per la maggior parte delle estensioni, durante le quali il proprietario può rilanciarsi in ultima istanza, a patto, però, che lo faccia con il medesimo Registrar e non con uno alternativo.

L’ultima tappa: chiusura e rilancio al pubblico

Se questo non avviene, il dominio sarà destinato a scomparire dalla rete: è il Pending Restore Deletion (anche “Pending delete“), concentrato in 5/7 giorni, che porta alla rinascita, e al successivo rilascio del dominio, non più recuperabile, in nessun modo. Il dominio viene quasi sempre fatto scadere l’ultimo giorno tra le 18:00 e le 9:00 (GMT ora solare). L’ICANN, nome-dominio-pubblicotrascorso questo lasso di tempo, si incaricherà di restituirlo nuovamente al pubblico online, consentendo una neo-registrazione e ponendo, così, fine al suo vecchio ciclo di vita. Tornerà allo stato di partenza, ossia, l’Available Period.

La scelta va pesata

Concludiamo ribadendo la rilevanza che sta ai primordi di un nome a dominio. La scelta del nome dovrà essere curata pensando a molti aspetti che, banalmente, sfociano tutti nella certezza e nella lungimiranza del progetto. Detto questo, tenere d’occhio la scadenza dell’oggetto di quest’analisi, è la chiave per tenersi lontani da processi che, se non gestiti con dovizia di attenzioni, non portano mai a nulla di buono.

Ci teniamo ad evidenziare che Hosting Linux (per BusiNet S.r.l.) invia ai propri clienti avvisi di rinnovo a tappe regolari, già a partire dai 30 giorni che precedono la scadenza.

Buon lavoro!

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