Browser più famosi a confronto: quale il migliore?

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Questione di preferenze, innanzitutto. C’è chi per ragioni di continuità, o fedeltà fate voi, non pensa minimanente all’idea di cambiare (che non significa non provare) browser. Chi, come in tutte le cose del resto, è sempre propenso e ben disposto alle novità, agli aggiornamenti, alle innovazioni. Punto primo, fermarsi alle suddette discriminanti sarebbe sciocco, oltre che poco utile nei tentativi instancabili di capire quale prodotto è migliore di un altro. Punto secondo, al di là della quantità stucchevole di prove, test, settaggi vari e quant’altro, ogni utente opterà per qualcosa che gli sarà congeniale, strettamente legata a quelle che sone le sue personali e prette doti informatiche.

D’altronde siamo di fronte allo strumento principe del rapporto utente-macchina. Quello che permette l’accesso al mondo, grazie al quale si effettuno le manovre più consistenti per dialogare con il proprio computer.

Fatta una candida premessa è il momento di cominciare. Obiettivo è mettere in evidenza le caratteristiche intrinseche ai cinque browser più noti ed utilizzati dal pubblico in rete. Non ci saranno incoronazioni. Per quello c’è già chi ci ha sagacemente pensato. Spazio dunque alle analisi, brevi e concise, di Firefox (Mozilla Foundation), Chrome (Google), Internet Explorer (Microsoft) e Opera. Si cercherà di mantenere fino alla fine un punto di vista meramente oggettivo, onde evitare probabilissime piogge di commenti poco piacevoli. Lo annunciano i valori presi in considerazione per la comparazione: velocità, performance online, memoria consumata.

Negli ultimi anni, se c’è qualcosa sulla quale Mozilla ha puntato tutto è la velocità di browsing. Saranno tutti d’accordo nel dire che, dopo aver ampiamente provato il parco browser, Firefox primeggia in tal senso. Stupiscono le tempistiche di caricamento di contenuti e immagini. Tutto questo grazie al ruolo che gioca Compartment JavaScript, Firefoxstrumento che integra la tecnologia ECMAScript5, progettato per elevare al massimo le prestazioni del software. Caratteristica deficitaria: potrebbe essere un errore lasciare aperte tante schede per diverse ore, perché inficerà inevitabilmente sulla memoria volatile provocando, nella peggiore delle ipotesi, una più che possibile paralisi del sistema.

Google Chrome, pur risultando operativo quanto la volpe fiammante, presenta una certa difficoltà nel gestire, ad esempio, più schede allo stesso tempo, rivelaGoogle-Chromendo una tendenza macchinosa e poco versatile. D’altro canto, non soffre praticamente mai la grande quantità di informazioni. Non è un caso se i professionisti che necessitano l’utilizzo simultaneo di programmi diversi, esprimono una preferenza chiara per il browser di Mountain View. Fronteggia egregiamente il peso e la tenuta di numerose schede nei lunghi periodi. Riguardo a plug-in ed estensioni, Chrome non ha pari: installazioni semplici e immediati senza l’obbligo di riavvio del sistema come, per contro, richiedono i concorrenti.
Il ventennale Browser di Bill Gates continua a fare la sua grassa figura, nonostante la concorrenza veemente a cui è sottoposto senza sorta di respiro.

Explorer non è proprio l’emblema Internet-Explorerdegli aggiornamenti e/o delle svolte, ma quando ne arriva uno, va detto, merita particolari attenzioni. Potrebbe, ormai, scegliere il posto ove collocare il suo epitaffio. Tra qualche mese il progetto SPARTAN, della stessa Microsoft, diverrà di pubblico dominio con la promessa di scalzare definitivamente il browser attuale. Con una sola scheda aperta, IE si serve di una bassissima quantità di RAM. Nel complesso arranca e non regge il confronto con i precedenti per una questione di struttura farraginosa. Scema a paragone con la duttilità e la freschezza dei prodotti di Google e Mozilla.

Nato come un progetto sperimentale, destinato a starsene in ombra, negli angoli del ventaglio dei browser di cui gli utenti online possono disporre, Opera fa fatica a inseguire i primi tre. Giusto sottolineare la sua ascesa anche grazie a numerose versioni e volti che sfoggia, con sempre maggior frequenza, nel mondo degli informatici. Come tutti i software open source possiede quelle peculiarità liberatorie che solo i progetti aperti, appunto, posso gridare con orgoglio. Riesce a stare al passo di Chrome per quanto concerne ilOpera caricamento delle singole pagine. Disorienta, in effetti, il suo primato assoluto quando in ballo ce ne sono quaranta, di schede, da aprire dalla cache. Funambolico anche nella gestione delle memoria. Lotta ancora al browser di Google e in molti, forse i più affezionati, non esiterebbero a proclamarlo leader. Nella graduatoria complessiva chiuderebbe in ultima posizione, considerato che andrebbero calcolati una serie di valori che, in questa sede, non sono stati ritenuti così rilevanti. Resta comunque molto interessante, partnership con Nintendo a parte.

Buon lavoro!

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